Alex Storer – agosto 2012

Alex Storer è un artista e musicista inglese nonché ideatore e gestore del fan-page Quiet City – the music of John Foxx, sicuramente il sito non ufficiale foxxiano più cliccato in rete. In occasione della pubblicazione del suo album Inferno sotto il nome di The Light Dreams abbiamo fatto un pò di chicchiere con Alex riguardo alle sue passioni:

> Alex, quando hai cominciato a fare la tua musica?

I miei primi tentativi erano con il mio computer Amiga computer, nel 1997. usavo un software a 8-piste chimato OctaMED, e un mucchio di suoni campionati. Il risulttato fu il primo album dei The Light Dreams, che ho ancora su nastro ma inascoltabile! Era solo per divertimento e sperimentazione. Ero ispirato di nuovo nel 2001, ma guardando un po in giro per quello che mi serviva ho capito che era tutto fuori budget. Poi nel 2006 comprai un Apple MAc nuovo, con incluso il programma GarageBand – funzionava in modo simile a OctaMED, ma con un avarietà incredibile di suoni. In poco tempo stavo facendo musica orecchiabile. Quindi è tutto cominciato nel 2006 e con l’aiuto di una tastiera midi ho fatto dei progressi. Feci un album chiamato “Mechanical Drive” nel 2009, di cui ero molto contento – un insieme completo di tutte le mie influenze musicali. Poi dopo altri due anni senza fare nullaltro comprai una nuova tastiera midi con del software nuovo e cominciai con quello che è poi diventato “Inferno”.

> Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato di più?

E’ una lista lunga ma principalmente: Jean Michel Jarre, Mike Oldfield, David Bowie, Peter Gabriel, Gary Numan, i Depeche Mode, i Tangerine Dream e Vangelis.  “Oxygene” di Jean Michel Jarre’ è forse il mio album prefirito in assoluto. Questo album, insieme a “Tubular Bells”  di  Mike Oldfield sono gli album che mi hanno ispirato di più nel fare la musica strumentale. Un altro album che mi ha acceso l’interesse nella musica elettronica è  “The Pleasures of Electricity” di John Foxx e Louis Gordon.

> Quando hai cominciato ad interessarti alla musica di John Foxx?

Ho sentito John Foxx per la prima volta quando un amico mi ha prestato i primi tre album degli Ultravox! nel 1995. Mi è piaciuto da subito “Slow Motion“, ma non ho ascoltato la musica di Foxx solista sino al 2000, quando un altro amico che conoscevo Foxx me ha consigliato “Underpass“. Fu lo stesso anno della compilation “Modern Art“, quindi era il momento e il modo giusto per scorpire la sua musica.

> Per quale motivo hai cominciato un fan-site di John Foxx?

Ho cominciato con Quiet City nel 2006, in quanto oltre a  Metamatic.com, non c’era nientaltro su John Foxx in rete, solo due fan-page un po datate. Questo naturalmente prima dell’esplosione dei media, quindi niente MySpace o Facebook. Pensavo a me quando volevo scoprire di più su Foxx, i suoi albums e la sua carriera, e pensavo anche che non sarei stato certo l’unica persona in quella posizione, quindi ho deciso di creare qualcosa in rete io. L’idea inziale era di creare una discografia completa, ma man mano che scoprivo la musica, il progretto si è evoluto in qualcosa di più grande.

> Hai mai conosciuto John Foxx in persona? Che impressioni hai avuto?

Credo di averlo incontrato cinque volte, la prima volta del tutto inaspettao in un bar a Sheffield nel 2003 quando era in tour con The Human League. Ogni volta si ricorda di me e parliamo come se ci conoscessimo da anni! Ogni conversazione è interessante e lui ha una passione genuina per la musica, i viaggio e l’arte. Ha sempre tempo da dedicare ai suoi fans.

> Raccontaci qualcosa di Inferno.

E’ la mia prima opera disponibile commercialmente, perchè per la prima volta mi sentivo che ne vale. Con il download c’è anche un libretto in pdf con delle illustrazioni create apposta da me. Sono spirato molto dai film di fantasceinza ma essendo un album di music strumentale spero che ognuno avrà la propria interpretazione. Sarò ben contento di sapere quali immagini provoca nella mente dell’ascoltatore.

> Infatti sei anche illustratore e digital artist. Come si collega cio alla tua musica?

Una alimenta l’altra, anche se questo non era certo la mia intenzione! Ascolto sempre la musica mentre creo immagini in digitale. Per me fare la musica è come creare un quadro, ma con i suoni anziché i colori.

> Che piano hai per il tuo (prossimo) futuro?

Al momento sono impeganto a promuovere Inferno tramite i social media. Sto rilavorando anche sul mio album del 2007 “Into the Light“. Se c’è interesse abbastanza per Inferno, potrei pensare a rendere disponibile anche questo. Ho dedicato molto tempo alla musica quest’anno quindi spero di tornare alle illustrazioni fra poco. Prossimamente parteciperò ad un evento per promuovere le mie illustrazioni ma sono anche d’accordo di partecipare ad un progetto che richiederà della musica nuova!

< Grazie, Alex .. good luck!

Grazie a Voi.

Inferno è disponibile da bandcamp

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