Una magia per pochi

Una recensione personale di Evidence di Luca Borioni

È qualcosa che apre una prospettiva futura, Evidence. Di questi tempi, aggrappati disperatamente al presente, non è affatto poco. Ciò che più colpisce è che il passo avanti venga da John Foxx, pioniere dell’elettronica che quando gli anni 80 non erano ancora anni 80 già suggeriva trame avanguardistiche. I suoni di Metamatic aprirono un varco, ma chi ha avuto la fortuna di assistere a un concerto del recente tour di JF (chi scrive ha vissuto una personale apoteosi ad Ancona) si è reso conto come non ci fosse discontinuità con Interplay e The Shape of Things, quasi a conferma del paradosso temporale di una musica che si adegua alle circostanze a distanza di una trentina d’anni.
Evidence ora compie la stessa operazione, seppur con modalità differenti proprio perché diverso è il contesto generale. JF riapre un nuovo varco. Il brano omonimo che dà il titolo all’album è quello che meglio rappresenta questa accelerazione. C’è qualcosa di inedito nell’ipnosi del suono eppure si riscontra anche l’eco di antiche memorie, direttamente da The Golden Section.
Indubbiamente la musica di Foxx in tutto questo periodo ha seguito percorsi imprevedibili pur mantenendo intatta un’identità inconfondibile. Tra cambi di direzione e collaborazioni intercambiabili, ha comunque mantenuto l’unicità di una suggestione indescrivibile, imparagonabile con la musica di altri artisti.
Rende bene l’idea, ad esempio, My Town, dove le tastiere irrompono con un fascino antico e misterioso sulla base ritmica mai così dance come in questo caso. Il tema della città e delle connessioni con la nostra vita emerge e rimanda al Foxx intellettuale, non solo rocker, quello che non nasconde l’ispirazione ballardiana e che svela l’apprezzamento per Jorge Luis Borges. Il “Quiet Man” che nel tempo si è dedicato all’illustrazione e alla fotografia prima di tornare alla creazione di strutture musicali geometriche e concentriche, come strade sopraelevate che affiancano grattacieli.
Talk conserva e rafforza la struttura ipnotica che resta nel segno del futuribile. Have a Cigar spiazza chi ascolta, ma lo riconquista con evoluzioni familiari. A Falling Star rende omaggio a un episodio notevole ma forse trascurato del precedente album, con una chiave nuova. Walk ritorna nei binari della tradizione foxxiana, e ammalia.
La magia si compie ancora una volta.
E’ la stessa di trent’anni fa, anche se tutto è cambiato e, per esempio, l’analogico ha lasciato il passo al digitale (ma con Benge è stato trovato un formidabile punto d’incontro).
E’ una magia per pochi, per questo ancora più potente.

Evidence è disponibile da Townsend Records in CD o in download digitale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...