Ancona 1 \ Miles Away …un lungo viaggio per un concerto da sogno

parole e foto di Federica Martini

300 km in macchina in una giornata assolata di fine luglio per assistere al concerto di John Foxx And The Maths ad Ancona, ne valeva la pena? Forse qualcuno potrebbe chiederselo, la risposta è si, un si pieno, totale. Arriviamo ad Ancona nel mezzo del pomeriggio, il tempo del check-in in hotel e siamo già giù, davanti a noi Porta Pia, il mare di questa splendida città e sulla sinistra la Mole Vanvitelliana (o Lazzaretto come un tempo lo si chiamava) dove si svolgerà il concerto. Incontriamo un paio di amici che sapevamo sarebbero venuti e ci dirigiamo alla Mole chiacchierando.

La prima sorpresa ci attende dentro: John Foxx & The Maths sono alle prese con il soundcheck. Nessuno ci allontana o ci impedisce di scattare fotografie e noi restiamo a goderci questo ulteriore “bonus” imprevisto, anzi, alcuni minuti dopo si aggiungono alla nostra comitiva altri amici. Già dal soundcheck si intuisce che il suono sarà potente, elettrico, da brividi, Foxx divaga in alcuni momenti forse per provare la voce ma per noi l’illusione è quella dell’embrione di qualche nuovo pezzo. Ci permettiamo di disturbare Mr Foxx alla fine per qualche foto a cui lui gentilmente e pazientemente si presta volentieri nonostante il caldo torrido e la stanchezza.

Rientriamo per il concerto quando Øe con il suo “Transfer” ha già aperto. Il cortile interno del Lazzaretto inizia e riempirsi, un pubblico eterogeneo di vecchi e nuovi fans, chi seduto, chi in piedi, attende inizi la “magia”. E di magia si è trattato.. dall’inizio alla fine.. dai brani vecchi come “No One Driving” e “Hiroshima Mon Amour” a quelli nuovi come il potentissimo “Shatterproof” e la magnetica “Interplay”, e tutti, indistintamente e perfettamente ammalgamati e legati in una logica di continuità che solo un grande artista fedele e coerente a se stesso può trovare in più di trent’anni di carriera. La band lo segue arricchendo e rinfrescando il suono portandolo ad un’attualità sorprendente ma il fulcro è sempre lui, senza ombra di dubbio. Un codice che ognuno abbia seguito la sua carriera riconosce benissimo, un transfert elettrico che realmente esiste.

Tutto questo paradossalmente fa apparire la finale con “Underpass” (pur bellissima) quasi solo un omaggio ai vecchi fans: c’è ancora molto da dire, questa è solo una parte, si continua.. L’esperienza ci lascia entusiasti, prima di ritornare in holtel c’è ancora un momento per i saluti e i ringraziamenti, le foto e gli autografi.. cosa potreste dire ad un artista di questo calibro avendone la possibilità? Nulla se non ringraziarlo. Lei continua Mr Foxx? Bene, noi la seguiremo, da qualsiasi parte ci porterà già sappiamo sarà un luogo bellissimo!

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